Numeri sulle uova: conoscerne il significato

Dirigetevi verso il vostro frigorifero, cercate un uovo, prendetelo e ritornate davanti al monitor. Fatto? Bene. Non so se ci avete mai fatto caso, ma sull’uovo ci sono dei numeri. Conoscete il significato dei numeri sulle uova?

Significato numeri codici uova

Il primo numero indica la tipologia di allevamento. Codice sulle uovaEsistono 4 tipi di allevamento ai quali corrispondono 4 numeri (dallo 0 al 3).
Partiamo dal 3, perchè probabilmente è il primo numero dell’uovo che avete in mano. Si tratta del peggior uovo che poteva capitarvi. Tuttavia era anche il più probabile.

Primo numero: 3 – Allevamento in batteria
Nell’allevamento in batteria, le galline vivono per tutta la loro vita, in gabbie di ferro alte 40 cm. In ogni gabbia sono stipate 18-25 galline. Queste galline, non vedranno mai la luce del sole e per aumentare la produzione, sono sottoposte alla luce artificiale anche per 17 ore. Nei primi 4 mesi di vita, quando sono ancora pulcini, sono imbottiti di antibiotici. In Italia 40 milioni di galline vivono in queste condizioni.
Primo numero: 2 – Allevamento a terra
Le galline vivono a terra, su paglia e sabbia, in grandi capannoni privi di finestre. Sul pavimento sono sparse granaglie, per permettergli di beccare, ma in un metro quadrato ci sono 7 galline. Cosi, a causa dell’affollamento e della scarsa aerazione, si può sviluppare una concentrazione di vapori di ammoniaca. Limitazione e vita difficile rendono i polli molto aggressivi, tanto che si beccano e strappano le penne fra di loro. Per questo motivo viene mozzato loro il becco, ma di conseguenza non potranno mai più beccare normalmente.
Primo numero: 1 – Allevamento ruspante
Le galline vivono in un capannone, ma possono spostarsi verso uno spazio all’aperto (coperto di vegetazione) e viceversa. Per ogni ettaro a cielo aperto possono essere tenuti un massimo di 2.500 polli.
Primo numero: 0 – Allevamento biologico
L’allevamento biologico è unicamente quello ruspante, quindi le galline vivono all’aperto. Già i pulcini devono provenire da allevamenti biologici e sono selezionati fra quelli meno esposti alle malattie. Additivi per favorirne la crescita sono vietati e anche il mangime è biologico. Sono sempre presenti piccoli stagni, nei quali possono sguazzare e nel pollaio ci sono anche dei galli.
E se le uova non hanno numero?
Le uova senza numero sono vendute nei mercati settimanali dai contadini e provengono dai loro allevamenti. Non sono previsti controlli per queste uova, ma si tratta di uova provenienti da allevamenti naturali, con le galline che godono del loro spazio all’aperto e che si nutrono con mangimi convenzionali.

Dove trovare le uova con numero 1 e 0?

Fino all’ anno scorso, trovavo le uova provenienti da allevamenti ruspanti o biologici, nei negozi con il marchio SPAR. Ma ormai da un anno non riesco a trovarle nemmeno lì. Dal 2010 la COOP ha bandito da tutti i punti vendita le uova da allevamento in gabbia. Ma non ho negozi Coop a me vicini. Cosi io acquisto uova senza numero, vendute dai contadini al mercato settimanale.

Ma continuiamo a comprendere il significato del codice presente sul nostro uovo. Dopo il primo numero troviamo:
– la sigla di nazionalità (IT, FR, ES, HU)
– il Comune ( i 3 numeri successivi la sigla nazionale)
– la Provincia (BA)
Gli ultimi 3 numeri infine, indicano il codice dell’allevamento.

Le uova in commercio provengono da allevamenti intensivi

La maggior parte delle uova in commercio proviene da allevamenti intensivi in cui le galline sono tenute stipate in spazi ristrettissimi: ciascuna ha a disposizione un misero spazio pari ad un foglio A4!

Come se non bastasse, in questi enormi capannoni le galline vengono tenute sotto luce artificiale che simula giornate della durata di 20 ore anziché 24, così da guadagnare più di un giorno in una settimana e indurre le galline a produrre più uova.

Stipate, senza aria e senza la possibilità di muoversi, le galline impazziscono, si beccano a sangue e si ammalano; per prevenire e rimediare a tutto ciò, vengono quindi imbottite di antibiotici e viene tagliato loro il becco.

È vero che una recente normativa europea ha imposto agli stati membri di smantellare queste gabbie, ma purtroppo ciò non vuol dire che siano finalmente vietati gli allevamenti in gabbia: viene vietata la crudele pratica della mutilazione del becco, ma le gabbie devono prevedere solo un po’ più di spazio (4 cm in più per lato, 5 cm in altezza!).

Chi produce uova in modo intensivo (uova con 2 o 3 come primo numero), sfrutta la sofferenza di questi animali, torturandoli a vita, per ottenere il maggior numero possibile di uova. E noi dovremmo premiare queste persone acquistando le loro uova? Ma anche se fossimo insensibili ai maltrattamenti subiti dalle galline, dovremmo perlomeno preoccuparci dei rischi per la nostra salute. Molti studi, a partire dagli anni ’60, hanno confermato che questi metodi industriali non solo provocano assurde ed inutili sofferenze agli animali, ma servono a produrre uova contenenti meno sostanze nutritive rispetto a quelle di galline allevate a terra o all’aperto.

Le condizioni di vita a cui le galline sono sottoposte, indeboliscono notevolmente le loro difese immunitarie disponendole a patologie di ogni tipo. Il sovraffollamento favorisce l’espandersi di virus e di gravissime patologie: le epidemie di peste aviaria (nota anche come influenza dei polli), infatti, si susseguono in Italia e in Europa. Nel 1999-2000 in Italia sono stati abbattuti a causa di epidemie di peste aviaria, 17 milioni di volatili tra galline, polli e tacchini. In Olanda la peste aviaria nel 2003 ha portato all’abbattimento di 28 milioni di galline, polli e tacchini.

Ha un senso tutto questo? Perchè produrre di più, per costringere gli animali in queste condizioni e noi umani a mangiare prodotti di scarsa qualità e dannosi per la nostra salute? E purtroppo questo trattamento è riservato a tutti gli animali, non solo ai polli. Oltre alle conseguenze per loro, dovremmo capire che noi, insieme a quegli animali, mangiamo tutte le sostanze (antibiotici, accelleratori della crescita e tanto altro) con i quali sono stati imbottiti.
Nella nostra attuale cultura economica è importante solo aumentare la produzione e i ricavi, ma noi consumatori possiamo porre un limite a tutto questo. Iniziando per esempio a non comprare uova che abbiano il 2 o il 3 come primo numero. A quel punto credete che le aziende continuerebbero a produrre uova in batteria?
Il cambiamento è possibile ma parte da ciascuno di noi.

Qual è il consumo consigliato di uova?

Inoltre le uova sono un cibo altamente proteico che, come tutti gli alimenti proteici animali, ha la caratteristica di acidificare l’organismo: quando viene digerito, cioè, produce scorie acide.

Le uova sono poi ricche di grassi saturi e colesterolo, il cui eccesso è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.

Quindi ti consiglio, se tu consumi abitualmente uova, di:

  • consumare due/tre uova al massimo a settimana;
  • scegliere uova biologiche, cioè da galline allevate all’aperto in maniera estensiva e con mangime biologico.

Le uova da allevamento biologico le riconosci grazie al codice che è riportato su ogni uovo: se il codice inizia con zero si tratta di uova  biologiche (il numero 1 indica le uova da allevamenti all’aperto estensivi; il 2 allevamenti a terra; il 3 allevamenti in gabbia).

Quindi occhio al codice, e che inizi con zero!!

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